Giunto alle soglie dei quarant’anni, Marco Donati non ha
ancora capito chi è. Questo non sarebbe certo un grosso problema (o meglio, lo
sarebbe eccome, ma è così comune tra i suoi coetanei che non lo si nota
nemmeno), il guaio è che non lo sanno nemmeno gli altri. Per esempio,pare sia
laureato, ma ogni volta che dimostra di sapere qualcosa provoca un moto di
sincero stupore nei suoi interlocutori; vive il suo precariato perenne in
maniera così disinvolta che nessuno sa esattamente che lavoro faccia, o meglio,
farebbe (si sa che ha insegnato, qualche volta); non ha figli, ma a nessuna
donna è mai venuto in mente di chiedergli se per caso ne volesse uno; è perennemente
spettinato, disordinato e distratto, ma in un modo così discreto e poco
originale che alla fine non dà fastidio a nessuno.
Insomma, si può solo dire che Marco Donati è, ma a stento.