Un nuovo caso per Marco Donati,
scalcinato agente al servizio della causa dell’Indeterminazione. Questa volta
la missione riguarda il destino di Edoardo Gorini, consulente finanziario in
crisi che, spinto dalla disperazione e colto da un improvviso moto di estro
creativo, ha messo a segno un colpaccio che lo ha reso improvvisamente molto amato
dal suo capo, molto invidiato dai colleghi e molto, molto ricercato da un
gruppo di cinesi ai quali è riuscito ad appioppare una valanga di
titoli-spazzatura e che adesso vogliono i loro soldi o la sua pelle (per loro è
lo stesso). A contrastare i piani di Marco c’è ancora l’agguerritissima Federica
Vannetti, decisa a tutto pur di vendicare lo smacco subito nella missione
precedente e riconquistare la fiducia dei suoi capi. La lotta tra i due agenti,
però, rischia di rivelarsi inutile: sulle tracce di Edoardo, infatti, si è
messo anche il nuovo Cacciatore. Viene da un tempo e da un mondo che nessuno vuole più
ricordare, nemmeno il suo terribile mentore, Azaroth. Un tempo e un mondo di
lupi.
La vita degli uomini - di quasi tutti gli uomini - è prevista e prevedibile: non ci credereste, ma c'è chi riesce a leggerla con un margine di errore minimo. Ogni tanto, però, arriva qualcuno che sfugge alla regola, e allora le cose iniziano a farsi interessanti. E pericolose. Duepercento è un libro su quello che può(o deve) capitare a un uomo perché possa (o debba) essere libero di diventare se stesso. Anche se forse non gli converrebbe…
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mercoledì 18 dicembre 2013
mercoledì 27 novembre 2013
HANNO LETTO E HANNO SCRITTO (Bruno Elpis, Malgradopoi.it)
"È una delle eventualità più bizzarre e stranianti che
possono capitare a chi scrive qualcosa che poi viene sottoposto, per qualche
motivo, all’attenzione di un pubblico sconosciuto: ritrovarsi di fronte a
un’analisi di gran lunga più precisa e circostanziata di quella che l’autore
stesso avrebbe mai sperato di potere elaborare.
Ecco quello che mi è capitato leggendo la recensione/segnalazione
dello scrittore Bruno Elpis all’interno del sito Malgradopoi.it."
Luigi Lo Forti
Duepercento di Luigi Lo Forti è un intreccio sui generis tra fantasy
e spy-story, con qualche interessante spunto di riflessione: il tutto imbastito
dal sarcasmo dell’autore e dal suo gusto per la descrizione di situazioni sia
normali sia assurde.
Duepercento si sviluppa come una contesa “politicamente ora corretta, ora
scorretta” tra:
- due personaggi in cerca d’autore, oltre che di occupazione: Marco,
precario senza identità professionale ed esistenziale, e Federica,
super-laureata masterizzata (in senso universitario, non informatico) rampante
e ambiziosa;
- due agenzie rivali, che cercano personale: la Leir & Bag e la
Rising Star, diverse per standing e risorse; la prima assolda Marco con uno
stipendio modesto, la seconda si accaparra Federica garantendole un’ottima
retribuzione accessoriata di rimborsi spese e fringe benefit;
- due coppie di manager delle agenzie: Raffaele e la “donna dagli
occhi belli” per la Leir, Adam e Syria per la Rising;
- due cacciatori (pronuncia sicari) con i rispettivi mentori,
incaricati con regolare contratto di eliminare un bersaglio umano, rispettando
comunque una deontologia stralunata che impone regole e correttezza.
Oggetto della contesa? Udite, udite: il destino dell’umanità, che
sembra dipendere dal livello di determinazione o prevedibilità della vita
di Alessandro, un personaggio qualunque, libraio sull’orlo del fallimento,
aspirante scrittore, eternamente indeciso nei confronti della donna della quale
è innamorato.
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lunedì 25 novembre 2013
HANNO LETTO E HANNO DETTO… (Annarita Faggioni, Il piacere di scrivere)
Anche se la distribuzione è stata finora limitata ai canali
digitali, Duepercento è stato letto e recensito da diversi blogger. A loro,
oltre l’ovvio e doveroso ringraziamento da parte di autore ed editore, va anche
il dubbio ‘onore di essere citati in questa sede, non prima di avere indicato
l’indirizzo del loro blog e l’invito a visitarlo.
Cominciamo dunque con Annarita Faggioni, scrittrice,
giornalista nonché animatrice e titolare de Il piacere di scrivere, un
punto di ritrovo per “chi ama la
letteratura e la scrittura da punti di vista differenti.”
“Duepercento" non
poteva trovare critico peggiore: mai letto un thriller, per il pregiudizio
che questi testi generalmente non abbiano una forte introspezione psicologica e
si basino molto su stereotipi presi da
telefilm o da fatti di cronaca. Ho dovuto cambiare idea! Il testo si apre in maniera fintamente
banale: ci presenta un classico imbranato (questa volta laureato in Biologia, non a Lettere e
Cultura del territorio) alle prese con l'ennesimo colloquio di lavoro fallito
presso una grande agenzia e
un nuovo inizio in un McDonald's. "Duepercento" sarà per il nostro imbranato, intento a
manipolare la vita di uno scrittore di fantasy più ingenuo di lui fino all'idiozia, un modo
per scoprire la propria aspirazione alle soglie dei 40 anni (come spesso accade a molti di noi
tra un precariato e l'altro). Per il lettore, questo viaggio coinvolgente porta a riflettere su
quanto facilmente diffondiamo i nostri dati sensibili, quanto le strategie pubblicitarie e di
marketing ci rendano tutti identici, quanto cacciatori, Rising Star e Lear
& Bug (figure di contorno
del romanzo) siano in realtà la trasposizione letteraria delle nostre sofferenze e dei
nostri comportamenti quando perdiamo l'identità in favore di un must indistinto (chi ha
detto che "dobbiamo apparire" a tutti i costi?).
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